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Il
Canto dei Sommersi Spettacolo
Concerto
Regia:
Emilio
AjovalasitCon: Emilio
Ajovalasit, Giusi Camarda,
Preziosa Salatino, Novella Tirrito.Musiche dal
vivo: Antonio La rocca, Egidio La RoccaProduzione:
Teatro Atlante
La vicenda storica dei lager nazisti, come ci è
stata tramandata dallo scrittore Primo Levi, è il tema che
ha ispirato questo spettacolo, ma la forma scelta è quella
di uno spettacolo-concerto.
In scena quattro personaggi, ognuno con la sua sedia, come in un
talk-show, ma invece di parlare cantano, e malgrado l’ironia
della musica le loro espressioni rimangono come fossilizzate
nell’esperienza che li ha segnati. Le scene che si susseguono
trasmettono ognuna un’atmosfera diversa: come in un moderno
programma di intrattenimento il racconto di esperienze drammatiche, le
testimonianze del lager si mescolano allo spettacolo di
varietà,
agli intermezzi, alla “pubblicità”..
Il canto, la musica, le scene, non danno risposte ma pongono
interrogativi, creano immagini e suggeriscono atmosfere in uno spazio
scenico scarno e multiforme. I personaggi sulla scena sono protagonisti
di uno show decadente, che prova a spettacolarizzare il dolore senza
riuscirci; la voce dei carnefici si mescola a quella delle vittime,
mettendo in guardia sull’oblio che minaccia
l’atrocità di ciò che è
avvenuto.
La musica dal vivo sostiene la scena, a volte sottolineando, altre
creando dissonanze, alternando musica leggera, brani ricercati,
stornelli, canti popolari. Ogni personaggio racconta un pezzo della sua
storia, ma senza una fine: il finale è unico, per tutti,
così oscuro da non essere mai nominato. Traspare da una
bambina
vestita di bianco, che porta una valigia, come le tante ritrovate ad
Auschwitz, piene di oggetti personali che nessuno ha mai più
utilizzato.
Sono il canto e la musica il vero collante. Sono il canto e la musica
che colmano il non detto, l’indicibile; raccontando il dolore
e
la speranza nell’uomo, e il timore che l’oscuro
passato
ritorni, magari sotto altre forme, come quella di uno spettacolo
senz’anima, dove il dolore si piega all’uso di
spettatori-consumatori sempre più addormentati.
In collaborazione
con il Laboratorio
Teatrale per i bambini dell'Albergheria presso la Biblioteca
delle Balate-Palermo.
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