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Spettacoli
SETE
Regia: Emilio Ajovalasit
Con: Giulio Votta
Disegno Luci: Fiorenza Dado
Produzione: Teatro Atlante In collaborazione con: Artisti Aquilani
Lo spettacolo affronta il tema della giustizia
e della colpa partendo dalla figura di Leonardo Vitale, primo pentito
di mafia per motivi di coscienza.
Leonardo Vitale, uomo d'onore della famiglia Altarello di Baida, nel
1973 si presenta spontaneamente alla questura di Palermo e svela tutto
ciò che sa su Cosa Nostra. Si accusa anche di gravi delitti, tra
cui alcuni omicidi.
Mentre parla i suoi occhi sembrano vedere solo il crocifisso appeso
alla parete.
Leonardo confessa tutto, vuole espiare, rinnega la fede mafiosa e si rifugia nella fede in Dio.
Crede nella giustizia divina e confessa alla giustizia terrena.
Le persone da lui accusate vengono prosciolte, mentre lui, dichiarato
malato di mente, è l'unico ad essere condannato. Da quel momento
Leonardo viene trattato da pazzo e internato nel manicomio criminale.
Viene scarcerato dieci anni dopo, nel giugno 1984, e, subito dopo,
ucciso.
Lo spettacolo parte dalla vicenda storica di Vitale per affrontare temi
più ampi come il pentimento, la giustizia, l’espiazione,
il rapporto fra verità, follia e religione. I testi usati sono
tratti in gran parte dal Libro dei Salmi.
La scena è scarna ed essenziale, composta da pochi elementi
simbolici ed evocativi con cui l’attore costruisce
progressivamente una scenografia sotto gli occhi degli spettatori. Unico interprete è l’attore aquilano Giulio Votta
che ha condotto insieme al regista una ricerca sui temi dello
spettacolo creando, di volta in volta, atmosfere diverse, utilizzando
gli elementi scenografici, il canto e la musica dal vivo.
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