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Spettacoli

Spettacoli

 




 

Onora la Madre

Drammaturgia Preziosa Salatino
Regia Emilio Ajovalasit
Con Preziosa Salatino

Annina è una donna del Sud, una donna come tante, vittime spesso inconsapevoli di condizionamenti sociali violenti, di intrighi, di un sistema patriarcale tutt’altro che superato. Donne che spesso soltanto nell’essere madri riescono a trovare una forma di riscatto.
Annina parla coi morti, la sua casa si popola di ombre. Racconta la sua storia al figlio, dopo una furiosa lite. Come in un delirio febbrile personaggi e avvenimenti prendono forma ai suoi occhi, oggetti d’uso quotidiano si fanno veicolo di ricordi, il suo corpo incarna gli eventi e la sua voce li intona. Ma l’apparente “realismo” dello spettacolo rivela presto la sua ambiguità. Al racconto di Annina fanno fugacemente eco parole e frasi della regina Gertrude, madre di Amleto.
Molte le analogie fra le due donne, entrambe al centro di giochi di potere gestiti da uomini, e impegnate in un difficile rapporto con i giovani figli. Finzione e realtà si fondono. Le due storie si fanno specchio l’una dell’altra.
La figura di Annina diventa più sfumata. Dal suo racconto emergono progressivamente contraddizioni e ambiguità. Qualcosa inizia a vacillare. In un sistema culturale nel quale i condizionamenti sociali hanno una forza capace di sovvertire persino i legami famigliari, il confine fra i vivi e i morti può essere più labile di quanto appaia…

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Un magico Compleanno

Di e con Emilio Ajovalasit

Un tavolo con oggetti d’uso quotidiano, una sedia e uno strano personaggio dall’aria impacciata; Il protagonista si appresta a compiere il triste rito di un festeggiamento senza invitati, ma la magia irrompe sulla scena trasformando un compleanno solitario in una vera festa, che si compone progressivamente sotto gli occhi degli spettatori.

Tutto quello che accade è molto semplice, ma anche fare le pulizie può dare vita a situazioni comiche e paradossali, con esiti inaspettati; da un certo momento in poi, infatti, le cose non vanno per il verso giusto, gli oggetti cominciano a sparire, a trasformarsi e a volare!

Situazioni di comica difficoltà si alternano a trovate sorprendenti così, con l’illusione creata dai giochi di prestigio, gli spettatori sono trasportati in un mondo incantato e surreale, pieno di forme e di colori, dove tutto ma proprio tutto diventa possibile.



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Deserto d’acqua

di Emilio Ajovalasit
con Emilio Ajovalasit, Aurelia Alonge Profeta, Preziosa Salatino.
Assistente alla drammaturgia Preziosa Salatino
Assistenza tecnica Giovanni Ferrara
Musiche Luca Cumbo

“Ho visto viaggi interrotti,
piedi senza cammino,
occhi rimasti indietro.”

Tema dello spettacolo è l’accoglienza del diverso, dello “straniero”, alla luce del fenomeno migratorio che sta coinvolgendo interi popoli e che ci vede protagonisti come abitanti di una terra di approdo.

Deserto d’Acqua nasce dalla necessità di indagare il tema delle migrazioni dal punto di vista di chi oggi sta da questa parte del mare, la nostra.

I personaggi dello spettacolo, con una divisa addosso aspettano davanti al mare: una frontiera d’acqua sempre deserta.
Eppure capita a volte che qualcuno attraverso l’acqua arrivi. L’Altro, colui che arriverà dal confine imperscrutabile, potrebbe essere chiunque.
Alle parole e dalle azioni dei protagonisti emergono, frammentate, le storie di chi è già arrivato e quelle di chi non arriverà mai.

Quella che viene raccontata è una storia ispirata al romanzo di Buzzati “Il deserto dei Tartari”, dove l’attesa del nemico in un luogo di frontiera diventa specchio di un’intera esistenza.


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Wonderland

liberamente ispirato a “Alice nel Paese delle Meraviglie”

Regia e drammaturgia Emilio Ajovalasit

con Aurelia Alonge Profeta, Federica Castelli, Annamaria Davì, Giuseppe Di Vincenzo, Giovanni Ferrara, Roberta Greco, Domenico Mereu, Chiara Zaffiro

Scenografie realizzate dagli studenti del Liceo Artistico Kiyohara – Palermo.

In “Alice nel paese delle meraviglie” è la protagonista a perdersi per caso in un mondo fantastico, dove tutte le regole del quotidiano sembrano invertite. Incontra infatti gatti parlanti, eserciti di carte da gioco, bruchi, lepri e conigli che popolano un paese decisamente fuori dall’ordinario.
L’idea di questo spettacolo è quella di portare quel mondo, con la sua meraviglia, in contesti urbani o, semplicemente, in qualsiasi luogo ci siano persone da sorprendere e incantare.
I personaggi del testo di Carrol irrompono sulla scena che non è un palcoscenico, portano fra la gente la loro lucida follia, fatta di indovinelli, filastrocche, canzoni, inseguimenti e poesia. Wonderland utilizza il teatro, la musica dal vivo, il contatto col pubblico, i colori dei costumi e delle scenografie, per portare la meraviglia di un mondo fantastico nel mondo ordinario, per aiutare a guardarlo, almeno per un momento, da una prospettiva diversa.

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